
Il 15 ottobre, a Lugano, abbiamo aggiornato le proiezioni presentate in aprile su materie prime, oro, dollaro e mercati azionari, e illustrato il metodo con cui gestiamo i portafogli.
Si è svolto giovedì 15 ottobre, nella sala affrescata del Centro Pastorale San Giuseppe di Lugano, l’Investor Day 2026 di LMP Finance Suisse SA. L’incontro, riservato a clienti, family office e professionisti del settore, ha ripreso le stesse slide presentate il 22 aprile per confrontare le proiezioni di allora con quanto è accaduto nei mesi successivi.
Un cambio di approccio, non di umore
Nell’apertura, il fondatore Antonio Massardo ha ricordato il senso dell’iniziativa: isolarsi per un’ora e mezza dal rumore quotidiano delle notizie per guardare ai trend di lungo periodo. Al centro, una tesi che LMP sostiene da tempo: il modello 60/40, con l’obbligazionario percepito come componente senza rischio, non protegge più come in passato. Dal 2022 la correlazione tra azioni e obbligazioni è diventata positiva, spinta da un’inflazione da offerta e non da domanda. Cambiare approccio significa cercare i trend che hanno tenuta e continuità nel tempo, invece di un’allocazione statica del capitale.

Il superciclo delle materie prime, cinque anni dopo
Angelo Prataviera, Head of Portfolio Management, è partito da un filmato dell’agosto 2021, quando l’oro quotava 1.750 dollari, il petrolio 61 e i tassi erano negativi. Già allora LMP parlava dell’avvio di un nuovo superciclo delle materie prime, il primo dopo novant’anni, destinato a durare anni e non mesi. Il confronto con i prezzi di oggi ha mostrato che la progressione è stata quella proiettata. Un principio è stato ripetuto più volte: non previsioni, ma proiezioni, possibili solo quando si verificano condizioni precise e misurabili.
Oro, auriferi e dollaro
Dai grafici sull’oro e sui titoli auriferi, con gli obiettivi tracciati fra il 2023 e il 2024, si è passati al dollaro, sul quale LMP si era posizionata in aprile contro il parere dominante. È stato spiegato come, nel gennaio 2026, una dichiarazione politica abbia coinciso con un livello tecnico atteso e abbia segnato il massimo dell’euro contro il dollaro: una lezione sul fatto che anche i massimi di mercato possono essere un evento, non solo un processo.
I mercati azionari: dalla «recessione certa» a oggi
La terza parte ha ripercorso l’ottobre 2022, quando i modelli delle principali case davano una recessione come certa. Quella recessione non è mai arrivata e da allora è partito uno dei rialzi più importanti degli ultimi anni. La lezione, ha sottolineato Prataviera, è che le valutazioni da sole non sono un segnale valido per uscire dai mercati, come documentato anche da un recente studio di Goldman Sachs. Contano i flussi, i cicli, la profondità del mercato e il sentiment, letti insieme.

Come lavora il motore gestionale LMP
La parte finale è stata dedicata al metodo: un unico processo di investimento che fa convergere analisi quantitativa, analisi ciclica, flussi, scansione sistematica dei mercati e verifica fondamentale. Cinque input tra loro indipendenti, dove ogni segnale deve superare la verifica di tutti gli altri, e una decisione finale che resta del team di gestione. Il motore investe senza leva, senza prodotti strutturati e senza fondi di terzi, con posizioni liquidabili in 48 ore; i quattro profili di gestione si differenziano solo per la quota di patrimonio esposta al motore.
Dove stiamo andando
In chiusura, la lettura sui prossimi anni: un dollaro che resta forte, un ciclo azionario americano che secondo i modelli LMP non ha ancora espresso la fase finale, un superciclo delle materie prime che continuerà ad accompagnare le gestioni, e la disciplina di ridurre il rischio quando i segnali di breve lo richiedono, in attesa del segnale successivo.

Ringraziamo tutti i partecipanti.
I contenuti presentati hanno finalità informativa e non costituiscono consulenza, sollecitazione o raccomandazione all’investimento. Le performance passate non sono indicative di risultati futuri.



